Oggi, sempre con l’ebook de la Pappadolce a portata di mano, è stata la volta della grotta e della stella cometa.. Ci è anche planato un uccellino
Presepe: la grotta e la stella cometa
06 martedì dic 2011
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06 martedì dic 2011
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Oggi, sempre con l’ebook de la Pappadolce a portata di mano, è stata la volta della grotta e della stella cometa.. Ci è anche planato un uccellino
06 martedì dic 2011
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La seconda settimana dell’Avvento, vede la comparsa nel presepe, dopo il regno delle pietre, di quello delle piante, proprio secondo l’ordine con cui si è formato il mondo.
Io, che sono alle prime armi con la lavorazione della lana cardata, mi sono ritrovata a maneggiare con gioia questo materiale duttile, caldo, impalpabile o resistente a seconda di come si manipola. Lo spunto viene dal bellissimo ebook de Lapappadolce, risorsa inesauribile e meravigliosa. Avvolgere la lana sul fil di ferro dà una sensazione come di crescita. Decorare con tonalità di verde la chioma e fare i nodini per i frutti è come fare un acquerello..
05 lunedì dic 2011
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La tradizione contadina vuole che il 4 dicembre (Santa Barbara) si potino alcune cime di alberi da frutto e si lascino immerse per tutta la notte in acqua tiepida.
Al mattino basta tagliare le basi in senso diagonale e metterle in un vaso con qualche cm d’acqua. Si cambia poi completamente l’acqua ogni due giorni e si umidificano un pò i rametti e a Natale si avranno dei bei fiori come in primavera!
Qui trovate le foto di tutto il procedimento!
Io sola a casa e coi bimbi dai nonni ho fatto tutto pensando a quando troveranno il vaso accanto al nostro presepe. I rami sono quelli del ciliegio piantato alla nascita di Ettore e dell’albicocco piantato alla nascita di Cesare.
Rimaniamo in attesa..
03 sabato dic 2011
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Il 27 novembre è il compleanno di Ettore. Quest’anno sono 5 anni. Arrivati con la varicella. La nostra dottora dice che:
La varicella è una delle poche occasioni per riordinare la soffitta,buttando via il superfluo.
Va trattata con i guanti bianchi! In più provoca una ovvia “bassa immunitaria”conseguente.
(come succede dopo le grandi pulizie). Un tempo si stava attenti per quaranta giorni, il che significa
magari tornare a scuola dopo che sono cadute le croste, che accade abbastanza velocemente,
però curando di non fare tante altre cose e stando attenti ai ritmi.
E proprio dei ritmi acquisiti nell’ultimo mese abbiamo sentito subito la mancanza, dovendo stare a casa. E proprio ora che siamo nel periodo dell’Avvento! Con tutte le cose che ci sono da fare, da sbrigare..
Ma andiamo per ordine: tutto è cominciato dall’incontro per fare la Corona dell’Avvento: tutti i genitori riuniti la sera dopo cena davanti al tavolo della Maestra Monica, che dopo averci parlato un pò di pedagogia steineriana in modo molto semplice e diretto, ma anche molto bello, ci ha messi tutti a lavoro!
Le anime delle corone erano state preparate dai bimbi e dalla maestra a scuola, noi abbiamo fatto il resto.
Il risultato è stato un’ora un pò tarda, un sacco di calore, di risate, il senso di fare qualcosa di bello per noi e i nostri bimbi, di stare insieme, di lavorare la natura con le mani per un senso vero.
Poi il giorno del compleanno di Ettore abbiamo acceso la prima candela, abbiamo preparato dolci e leccornie per la festa con le nonne/zie.
Poi.. un rumore dal piano di sopra.. siamo corsi a vedere e.. SORPRESA!
… dopo mesi di attesa, quella casetta sempre vuota di giorno ed abitata di notte quando tutti dormivamo, si è animata e… sono arrivati i nanetti e Biancaneve!!
E’ stato meraviglioso vedere come quest’attesa abbia reso la loro gioia pura e grande, è proprio vero che bisogna coltivare l’innata capacità dei bambini di stupirsi. E questo periodo dell’anno è una grande opportunità per farlo!

Il lunedì abbiamo cominciato ad allestire il nostro presepe. La prima settimana si prepara un bel telo blu per il cielo e si dispongono delle pietre. Noi avevamo i sassi presi al mare…
Domani poteremo qualche ramo del ciliegio piantato quando è nato Ettore e dell’albicocco piantato per la nascita di Cesare e…
Sorpresa
19 sabato nov 2011
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E anche quest’anno tutte le nostre avventure sono raccolte in un libro, che potremmo rileggere ogni volta che vorremo.
Fa così effetto vedere come eravamo diversi solo un anno fa, e quante ne abbiamo combinate!
16 mercoledì nov 2011
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11 venerdì nov 2011
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Non c’era niente da fare. La scuola materna non ci andava giù. In un momento di disperazione vagavo sul sito di Rudolf Steiner e per “magia” è apparsa una scuolina a Lucca!.. qui vicina.. il giorno dopo siamo andati a vederla, e c’è piaciuto subito tutto: l’atmosfera, la maestra Monica.. Nel giro di un paio di giorni abbiamo sistemato i “dettagli”.. tipo: ho trovato lavoro la mattina, preparato stivalini e tovaglioli, e siamo partiti per questa nuova avventura.
Si parte presto, ci facciamo un quarto d’ora di macchina e la maestra ci accoglie in pantofole. I grembiuli sono cuciti dalle mamme, il venerdì si impasta e mangia la pizza per pranzo, si canta per imparare a fare le cose.
Si mangia tutti insieme seduti al tavolo di cucina, che si è aiutato ad apparecchiare.
Si lavora con i colori delle stagioni, si gioca fuori anche se pioviggina, si guarda il manutentore (un babbo volontario) che aggiusta la pompa del pozzo.
Si vive ad un ritmo che è come un respiro, fatto di momenti veloci e momenti più lenti.
Da quando abbiamo iniziato quest’avventura siamo tutti più sereni.
03 giovedì nov 2011
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Per noi Halloween non è tanto “dolcetto e scherzetto”, quanto piuttosto il nostro anniversario. Quest’anno sono 6! e complici degli amici che sono venuti a trovarci, ce ne siamo sgattaiolati fuori a cena nel nostro ristorante preferito.
A volte basta poco per recuperare un po’ di sana sintonia a due.
E in due si fa meglio 4.
29 sabato ott 2011
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La fiaba a casa nostra è una tradizione. Tutte le sere ci infiliamo nel lettone e apriamo il librone dei Fratelli Grimm. Ci sono le nostre preferite, non troppo lunghe.. La primissima è stata La Pappa Dolce, poi Gli gnomi calzolai, La volpe e il lupo..
Dopo le prime frasi Cesare generalmente sprofonda in un sonno da camionista a riposo. Io e Ettore entriamo in un’altra dimensione e ci gustiamo ogni immagine fino all’ultima parola.
Poi la Leti mi fa: “perché non si organizza un racconto di fiaba per bambini?”. E sia.. abbiamo fatto le prove, i vocalizzi, mi ha introdotta con maestria nella bellissima “arte della parola” e io ne sono rimasta affascinata, ho fatto piccoli passi in punta di piedi in un mondo meraviglioso. La fiaba è diventata pian piano qualcosa di maneggevole, una casa piena di porte verso stanze di colori diversi, voci dell’anima, dello spirito, dell’io.. I piani di significato mi scorrevano tra le mani e davanti agli occhi come le pagine del libro.
Oggi abbiamo preparato bene la stanza, con calore curato i dettagli, i teli, i colori, gli spazi, i giochi per i bimbi dopo, ma tutto ci è servito per entrare sempre più nell’atmosfera della fiaba. Poi sono arrivati i bimbi, i genitori, tutti bravi, bravissimi.
Ho acceso la candela e ho iniziato a raccontare. La fiaba era “L’asinello”… bellissima e volutamente poco conosciuta. Ho cercato di far sì che le immagini e la voce arrivassero ad abbracciare i bimbi, li prendessero per portarli in un altro mondo. Certo non è stato tutto perfetto, ma pian piano mi sono accorta, parola dopo parola, pausa dopo pausa, che erano con me. L’emozione è salita in me forte e inattesa fino a raggiungere il culmine alla fine. quando mi sono accorta che, dopo l’ultima parola, sono rimasti tutti in silenzio, rapiti, sospesi, sazi.. Sì perché le fiabe, raccontate, sono cibo vero per l’anima e il corpo di grandi e piccini. Ho nel cuore lo sguardo di alcuni di loro, a bocca aperta, come uccellini nel nido.
E’ qualcosa che non mi sarei mai aspettata, certo c’erano i più piccini che si distraevano,e facevano un pò confusione.. ma quello che si è creato è stato per me una gioia grande, che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi..
Mi sento grata del grande dono che mi è stato fatto oggi. Mi sono sentita “… meravigliosamente.”
Alla prossima fiaba!
Potete leggere sull’importanza delle fiabe per i bambini qui.
14 venerdì ott 2011
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Mi alzo la mattina alle 5.45, sguscio fuori dal letto, mi vesto, esco di casa ed è ancora buio. Salgo in macchina e mi aspetta quasi un’ora di strada, che mi godo in silenzio, scrutando il cielo che si schiarisce senza fretta.
Arrivo ad Aquila Nera in tempo per vedere Davide a colazione col suo piatto di pasta integrale e ci incamminiamo insieme per la mia lezione coi cavalli.
Mettiamo una sedia in mezzo al recinto, prendo Gold per la cavezza e mi metto a sedere, rivolta al sole che sta nascendo. Faccio la meditazione che mi ha insegnato Davide, perdo la cognizione del tempo, ma sento che Gold pian piano mi si avvicina col muso, comincia ad accarezzarmi il braccio col suo testone, poi appoggia il muso sulla sommità del mio capo e rimaniamo così, per tutto il tempo. Insieme.
Perché lo scopo è quello di “cavallizzarsi”, e non umanizzare questi bellissimi conigli giganti. Quello di provare a vivere d’istinto, piuttosto che di ragione.
Poi monto in sella e via a cercare di rompere tutte le paure in un galoppo..