La fiaba a casa nostra è una tradizione. Tutte le sere ci infiliamo nel lettone e apriamo il librone dei Fratelli Grimm. Ci sono le nostre preferite, non troppo lunghe.. La primissima è stata La Pappa Dolce, poi Gli gnomi calzolai, La volpe e il lupo..
Dopo le prime frasi Cesare generalmente sprofonda in un sonno da camionista a riposo. Io e Ettore entriamo in un’altra dimensione e ci gustiamo ogni immagine fino all’ultima parola.
Poi la Leti mi fa: “perché non si organizza un racconto di fiaba per bambini?”. E sia.. abbiamo fatto le prove, i vocalizzi, mi ha introdotta con maestria nella bellissima “arte della parola” e io ne sono rimasta affascinata, ho fatto piccoli passi in punta di piedi in un mondo meraviglioso. La fiaba è diventata pian piano qualcosa di maneggevole, una casa piena di porte verso stanze di colori diversi, voci dell’anima, dello spirito, dell’io.. I piani di significato mi scorrevano tra le mani e davanti agli occhi come le pagine del libro.
Oggi abbiamo preparato bene la stanza, con calore curato i dettagli, i teli, i colori, gli spazi, i giochi per i bimbi dopo, ma tutto ci è servito per entrare sempre più nell’atmosfera della fiaba. Poi sono arrivati i bimbi, i genitori, tutti bravi, bravissimi.
Ho acceso la candela e ho iniziato a raccontare. La fiaba era “L’asinello”… bellissima e volutamente poco conosciuta. Ho cercato di far sì che le immagini e la voce arrivassero ad abbracciare i bimbi, li prendessero per portarli in un altro mondo. Certo non è stato tutto perfetto, ma pian piano mi sono accorta, parola dopo parola, pausa dopo pausa, che erano con me. L’emozione è salita in me forte e inattesa fino a raggiungere il culmine alla fine. quando mi sono accorta che, dopo l’ultima parola, sono rimasti tutti in silenzio, rapiti, sospesi, sazi.. Sì perché le fiabe, raccontate, sono cibo vero per l’anima e il corpo di grandi e piccini. Ho nel cuore lo sguardo di alcuni di loro, a bocca aperta, come uccellini nel nido.
E’ qualcosa che non mi sarei mai aspettata, certo c’erano i più piccini che si distraevano,e facevano un pò confusione.. ma quello che si è creato è stato per me una gioia grande, che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi..
Mi sento grata del grande dono che mi è stato fatto oggi. Mi sono sentita “… meravigliosamente.”
Alla prossima fiaba!
Potete leggere sull’importanza delle fiabe per i bambini qui.
Ce la siamo persa…. ma ti toccherà raccontarcela la prossima volta che ci vediamo… Io sarò in prima fila..!!
immagino l’incanto e la pienezza di te che leggi (a me fa questo effetto quando leggo alla mia bimba) posso fare una domanda? La faccio: Gli spettatori vedevano le immagini insieme al testo?
Quasi quasi ne faccio un altra pura curiosità… fai le vocine?
Spero di non invadere troppo.
saluti
Ciao Barbara,
l’ideale sarebbe raccontare le fiabe, cioè impararle a memoria e dirle rimanendo più fedelmente possibile vicini all’originale. Il libro che uso è un’edizione integrale delle fiabe dei Grimm che ha pochissime illustrazioni in bianco e nero e no, nessuno vedeva e immagini. Questo per dar modo all’immaginativo di nn avere interferenze di alcun tipo.
Le vocine sono da evitare visto che i vari personaggi rappresentano i vari livelli dell’io, dello spirito, del corpo fisico.. Quindi ogni parte della fiaba parla “direttamente” al bambino, senza bisogno di essere interpretata con l’intonazione da parte di chi legge. Una lettura però ben scandita, per “immagini”, cerca di vedere le scene di ciò che stai leggendo.
Ti consiglio comunque di dare un’occhiata al link alla fine del post dove troverai tante informazioni. Spero di esserti stata un pò utile e buone fiabe!
grazie.
buona giornata